GUARDA Il Video dell'intervista al Dott. Di Bella


DOCUMENTATE PROPRIETA' TERAPEUTICHE DELLA SOMATOSTATINA SIA NELLE MALATTIE NEURODEGENERATIVE CHE NEOPLASTICHE
le prime pubblicazioni nelle banche dati biomediche sul rapporto tra somatostatina, Alzheimer, malattie neurodegenerative e declino cognitivo, risalgono al 1980.
Oltre 4 decenni di studi sperimentali e clinici documentano pertanto il legame tra la malattia di Alzheimer (AD) , la somatostatina ( SST) e i neuroni che la esprimono svolgendo un ruolo essenziale nella funzione cerebrale, modulando l'attività delle aree cerebrali ippocampali collegate allo stato cognitivo e alla formazione della memoria.
La perdita di somatostatina ( SST ) e dei neuroni che la esprimono nel cervello è al centro di una serie di eventi patologici interdipendenti guidati dal peptide beta- amiloide ( Aβ ), e dalla proteina TAU che culminano nel declino cognitivo e nella demenza. La connessione tra STT e AD si estende ulteriormente ai sintomi neuropsichiatrici, all'attività convulsiva e all'infiammazione, mentre studi preclinici e sperimentali sull'AD mostrano che la somministrazione di SST o di agonisti dei suoi recettorI , soprattutto il 2 e il 4 sono in grado di migliorare le funzioni cognitive. L'attivazione del sottotipo 4 del recettore della STT, in particolare, presenta caratteristiche terapeutiche rilevanti, attenuando il declino dell'apprendimento e della memoria, riducendo i sintomi associati e attivando la degradazione enzimatica dell'Aβ e della proteina Tau  nel cervello.: La somatostatina e gli interneuroni Gaba ergici che la esprimono nel cervello sono ampiamente coinvolti nella cognizione. La perdita di somatostatina e dei neuroni che la esprimono nella malattia di Alzheimer è al centro di una serie di eventi patologici interdipendenti che contribuiscono al declino cognitivo e alla demenza. La documentata efficacia della somatostatina 14 , degli analoghi octreotide e cortistatina ha un significativo potenziale terapeutico, in assenza di tossicità, non limitato al Ad e PK ma esteso alle proprietà neuroprotettive e antidegenerative sul declino cognitivo senile su stati di depressione , e crisi comiziali, convulsive .Molecole biologiche come somatostatina e analoghi , Melatonina , possono gradualmente riportare a livello fisiologiche reazioni vitali deviate non solo immunitarie , differenzianti e antiproliferative , ma neurologiche cognitive comportamentali .Merita una riflessione la crisi morale della società occidentale per la mancata valorizzazione , l’esclusione dalle linee terapeutiche istituzionali, di evidenze scientifiche come le proprietà antiproliferative antitumorali e neuroprotettive della somatostatina .
La prima pubblicazione sul potenziale terapeutico della SST nelle malattie neurodegenerative e AD risale al 1980.

OGGI LE PUBBLICAZIONI SULLE BANCHE DATI BIOMEDICHE SONO 565. Le PUBBLICAZIONI SULL’EFFETTO ANTITUMORALE DELLA SOMATOSTATINA SONO 40165 e le LINEE GUIDA TERAPEUTICHE NON PRENDONO MINIMAMENTE IN CONSIDERAZIONE QUESTE DOCUMENTATE POTENZIALITA' TERAPEUTICHE IN PATOLOGIE ALTAMENTE DRAMMATICHE E IN RAPIDO INCREMENTO IN CUI è SEMPRE PIU' EVIDENTE E CONCLAMATO IL FALLIMENTO DELLE TERAPIE “DI PROVATA EFFICACIA “