Il rapporto tra Somatostatina e Alzheimer (intervista)
Pubblicato il 21/07/2026
DOCUMENTATE PROPRIETA' TERAPEUTICHE DELLA SOMATOSTATINA SIA NELLE MALATTIE NEURODEGENERATIVE CHE NEOPLASTICHE
le prime pubblicazioni nelle banche dati biomediche sul rapporto tra somatostatina, Alzheimer, malattie neurodegenerative e declino cognitivo, risalgono al 1980.
Oltre 4 decenni di studi sperimentali e clinici documentano pertanto il legame tra la malattia di Alzheimer (AD) , la somatostatina ( SST) e i neuroni che la esprimono svolgendo un ruolo essenziale nella funzione cerebrale, modulando l'attività delle aree cerebrali ippocampali collegate allo stato cognitivo e alla formazione della memoria.
La perdita di somatostatina ( SST ) e dei neuroni che la esprimono nel cervello è al centro di una serie di eventi patologici interdipendenti guidati dal peptide beta- amiloide ( Aβ ), e dalla proteina TAU che culminano nel declino cognitivo e nella demenza. La connessione tra STT e AD si estende ulteriormente ai sintomi neuropsichiatrici, all'attività convulsiva e all'infiammazione, mentre studi preclinici e sperimentali sull'AD mostrano che la somministrazione di SST o di agonisti dei suoi recettorI , soprattutto il 2 e il 4 sono in grado di migliorare le funzioni cognitive. L'attivazione del sottotipo 4 del recettore della STT, in particolare, presenta caratteristiche terapeutiche rilevanti, attenuando il declino dell'apprendimento e della memoria, riducendo i sintomi associati e attivando la degradazione enzimatica dell'Aβ e della proteina Tau nel cervello.: La somatostatina e gli interneuroni Gaba ergici che la esprimono nel cervello sono ampiamente coinvolti nella cognizione. La perdita di somatostatina e dei neuroni che la esprimono nella malattia di Alzheimer è al centro di una serie di eventi patologici interdipendenti che contribuiscono al declino cognitivo e alla demenza. La documentata efficacia della somatostatina 14 , degli analoghi octreotide e cortistatina ha un significativo potenziale terapeutico, in assenza di tossicità, non limitato al Ad e PK ma esteso alle proprietà neuroprotettive e antidegenerative sul declino cognitivo senile su stati di depressione , e crisi comiziali, convulsive .Molecole biologiche come somatostatina e analoghi , Melatonina , possono gradualmente riportare a livello fisiologiche reazioni vitali deviate non solo immunitarie , differenzianti e antiproliferative , ma neurologiche cognitive comportamentali .Merita una riflessione la crisi morale della società occidentale per la mancata valorizzazione , l’esclusione dalle linee terapeutiche istituzionali, di evidenze scientifiche come le proprietà antiproliferative antitumorali e neuroprotettive della somatostatina .
La prima pubblicazione sul potenziale terapeutico della SST nelle malattie neurodegenerative e AD risale al 1980.
OGGI LE PUBBLICAZIONI SULLE BANCHE DATI BIOMEDICHE SONO 565. Le PUBBLICAZIONI SULL’EFFETTO ANTITUMORALE DELLA SOMATOSTATINA SONO 40165 e le LINEE GUIDA TERAPEUTICHE NON PRENDONO MINIMAMENTE IN CONSIDERAZIONE QUESTE DOCUMENTATE POTENZIALITA' TERAPEUTICHE IN PATOLOGIE ALTAMENTE DRAMMATICHE E IN RAPIDO INCREMENTO IN CUI è SEMPRE PIU' EVIDENTE E CONCLAMATO IL FALLIMENTO DELLE TERAPIE “DI PROVATA EFFICACIA “
Oltre 4 decenni di studi sperimentali e clinici documentano pertanto il legame tra la malattia di Alzheimer (AD) , la somatostatina ( SST) e i neuroni che la esprimono svolgendo un ruolo essenziale nella funzione cerebrale, modulando l'attività delle aree cerebrali ippocampali collegate allo stato cognitivo e alla formazione della memoria.
La perdita di somatostatina ( SST ) e dei neuroni che la esprimono nel cervello è al centro di una serie di eventi patologici interdipendenti guidati dal peptide beta- amiloide ( Aβ ), e dalla proteina TAU che culminano nel declino cognitivo e nella demenza. La connessione tra STT e AD si estende ulteriormente ai sintomi neuropsichiatrici, all'attività convulsiva e all'infiammazione, mentre studi preclinici e sperimentali sull'AD mostrano che la somministrazione di SST o di agonisti dei suoi recettorI , soprattutto il 2 e il 4 sono in grado di migliorare le funzioni cognitive. L'attivazione del sottotipo 4 del recettore della STT, in particolare, presenta caratteristiche terapeutiche rilevanti, attenuando il declino dell'apprendimento e della memoria, riducendo i sintomi associati e attivando la degradazione enzimatica dell'Aβ e della proteina Tau nel cervello.: La somatostatina e gli interneuroni Gaba ergici che la esprimono nel cervello sono ampiamente coinvolti nella cognizione. La perdita di somatostatina e dei neuroni che la esprimono nella malattia di Alzheimer è al centro di una serie di eventi patologici interdipendenti che contribuiscono al declino cognitivo e alla demenza. La documentata efficacia della somatostatina 14 , degli analoghi octreotide e cortistatina ha un significativo potenziale terapeutico, in assenza di tossicità, non limitato al Ad e PK ma esteso alle proprietà neuroprotettive e antidegenerative sul declino cognitivo senile su stati di depressione , e crisi comiziali, convulsive .Molecole biologiche come somatostatina e analoghi , Melatonina , possono gradualmente riportare a livello fisiologiche reazioni vitali deviate non solo immunitarie , differenzianti e antiproliferative , ma neurologiche cognitive comportamentali .Merita una riflessione la crisi morale della società occidentale per la mancata valorizzazione , l’esclusione dalle linee terapeutiche istituzionali, di evidenze scientifiche come le proprietà antiproliferative antitumorali e neuroprotettive della somatostatina .
La prima pubblicazione sul potenziale terapeutico della SST nelle malattie neurodegenerative e AD risale al 1980.
OGGI LE PUBBLICAZIONI SULLE BANCHE DATI BIOMEDICHE SONO 565. Le PUBBLICAZIONI SULL’EFFETTO ANTITUMORALE DELLA SOMATOSTATINA SONO 40165 e le LINEE GUIDA TERAPEUTICHE NON PRENDONO MINIMAMENTE IN CONSIDERAZIONE QUESTE DOCUMENTATE POTENZIALITA' TERAPEUTICHE IN PATOLOGIE ALTAMENTE DRAMMATICHE E IN RAPIDO INCREMENTO IN CUI è SEMPRE PIU' EVIDENTE E CONCLAMATO IL FALLIMENTO DELLE TERAPIE “DI PROVATA EFFICACIA “