La lettera che oggi pubblichiamo è inedita. È stata scritta da Luigi Di Bella e indirizzata al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Giuseppe Benagiano come totale disconoscimento della sperimentazione. Il dottor Giuseppe Di Bella, che continua l’attività del padre Luigi, ha denunciato che la sperimentazione del Metodo Di Bella era stata progettata non solo ignorando i criteri di arruolamento posti e verbalizzati in commissione oncologica, ma facendo esattamente il contrario.

“Modena, 23 luglio 1998

        Chiarissimo prof G. Benagiano,
La ringrazio per la sua cortese lettera d’invito. Tuttavia mi premeva ricordare come abbia avuto più volte occasione di esprimere le mie perplessità sul modo di applicazione del metodo e sui criteri di arruolamento dei pazienti, nonché infine sulla bontà dei preparati usati. Qualificare come MDB il metodo adoperato mi sembra improprio. Ritengo pertanto non opportuna la mia presenza alla riunione del 28 luglio.

Con i più distinti saluti,
Luigi Di Bella”


Sotto: la lettera originale

 
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Il professor Giuseppe Di Bella ha fornito un elenco dettagliato delle gravi, numerose e documentate irregolarità che hanno destituito di qualsiasi significato scientifico la sperimentazione del Metodo Di Bella:

1) Somministrazione di farmaci scaduti a 1048 pazienti, ( verbale firmato dai NAS) in base alla scadenza certificata dallo stesso Istituto Superiore di Sanità su richiesta di un ospedale in cui si svolgeva la sperimentazione.

2) Presenza di acetone, sostanza tossica e cancerogena nella soluzione vitaminica, somministrata giornalmente ha portato ad accumulo progressivo di acetone in pazienti che essendo in condizioni critiche e stadio terminale.

3) Somministrazione di solo 4 dei 7 farmaci del Metodo Di Bella, malgrado ricetta autografa rilasciata dal Prof Di Bella in commissione oncologica.

4) Tutte le preparazioni della soluzione vitaminica di retinoidi in vitamina E erano grossolanamente errate, con percentuali insufficienti di principi attivi.

5) Somministrazione rapida, senza temporizzatore della somatostatina (va somministrata con un temporizzatore
in 8-10 ore) che ne ha vanificato l’effetto, provocando nausea e vomito, attribuiti dagli sperimentatori a
tossicità del MDB.

6) Arruolamento di pazienti in altissima percentuali chemio-radiotrattati, non più responsivi, con aspettativa di vita tra 11 giorni e 3 mesi, disattendendo le indicazioni del Prof Di Bella, che aveva posto come condizione (verbali della commissione oncologica) che il suo metodo andava sperimentato in pazienti non chemio radiotrattati e in condizione iniziali, non terminali.

7) Assenza del doppio cieco e del gruppo di controllo che non consente a nessuna sperimentazione di dare
indicazioni cliniche.

8) Scelta dell’infimo livello degli obiettivi e della progettazione della sperimentazione: il National
Cancer Institute, per validare una sperimentazione, chiede come primo obiettivo la sopravvivenza, seguita
dalla qualità di vita e, ultimo, la dimensione del tumore. Hanno scelto l’ultimo, la dimensione del tumore.
Il più alto livello della progettazione è il gruppo di controllo e doppio cieco, il secondo solo gruppo di controllo, l’ultimo, l’infimo, quello che hanno scelto: la raccolta di casi clinici.

9) Evidentissimo conflitto d’interesse ideologico e finanziario degli sperimentatori, che prima della sperimentazione avevano espresso ripetutamente e su vari organi di informazione cartacea e radiotelevisiva pareri negativi sul MDB fino all’offesa e insulto riviale e grossolano verso il Prof Luigi Di Bella

10) Metodica di valutazione errata: ad una terapia biologica hanno applicato i criteri di valutazione di una terapia citotossica e citolitica come la chemio.

11) Tempi di studio assolutamente inadeguati a dare un minimo di valutazione scientifica e indicazione clinica.


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