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Alcuni studi hanno suggerito un'attività antitumorale degli analoghi della somatostatina nei tumori neuroendocrini (NET). Lo scopo di questo studio era valutare l'efficacia antitumorale degli analoghi della somatostatina in pazienti con tumori progressivi documentati. 35 pazienti consecutivi con progressione del tumore documentata sono stati curati con gli analoghi della somatostatina. I pazienti sono stati classificati in due gruppi. Nel gruppo 1, furono inclusi i tumori che progredivano rapidamente (un aumento del 50% o più in 3 mesi) e nel gruppo 2, i tumori che progredivano più lentamente (un aumento di meno del 50% nell’area di lesione superficiale in 3 mesi, ma maggiore del 25% in 6 mesi). Il trattamento consisteva di octreotide sottocutaneo (s.c.), 100 microg tre volte al giorno per 17 pazienti, lanreotide intramuscolare, 30 mg/ogni 14 giorni per 11 pazienti e per 7 pazienti entrambi gli analoghi della somatostatina sono stati utilizzati successivamente durante il periodo di controllo. I principali punti in cui si trovavano i tumori erano l’intestino (n=12), il pancreas (n=13), i polmoni (n=5) ed altri punti (n=5). 18 pazienti hanno avuto sindrome carcinoide con rossori e/o diarrea. La durata media del trattamento era di 7 mesi. Il trattamento è stato interrotto in 3 pazienti a causa degli effetti collaterali. Un paziente (3%) ha avuto una risposta parziale e la malattia è stata stabilizzata in 20 pazienti (57%) per una durata media di 11 mesi (6-48 mesi). La stabilizzazione dei pazienti nel gruppo 1 era significativamente meno frequente a 6 mesi rispetto a quella dei pazienti nel gruppo 2 (4/12 e 13/17 rispettivamente, P<0.02). Il trattamento con l’analogo della somatostatina ha provocato una risposta parziale (3%) e 20 casi di stabilizzazione (57%) in 35 pazienti con NET progressiva. Un tasso di crescita lenta del tumore prima del trattamento predice una buona risposta agli analoghi della somatostatina che potrebbero essere considerati un'opzione come principale trattamento.
Alcuni studi hanno suggerito un'attività antitumorale degli analoghi della somatostatina nei tumori neuroendocrini (NET). Lo scopo di questo studio era valutare l'efficacia antitumorale degli analoghi della somatostatina in pazienti con tumori progressivi documentati. 35 pazienti consecutivi con progressione del tumore documentata sono stati curati con gli analoghi della somatostatina. I pazienti sono stati classificati in due gruppi. Nel gruppo 1, furono inclusi i tumori che progredivano rapidamente (un aumento del 50% o più in 3 mesi) e nel gruppo 2, i tumori che progredivano più lentamente (un aumento di meno del 50% nell’area di lesione superficiale in 3 mesi, ma maggiore del 25% in 6 mesi). Il trattamento consisteva di octreotide sottocutaneo (s.c.), 100 microg tre volte al giorno per 17 pazienti, lanreotide intramuscolare, 30 mg/ogni 14 giorni per 11 pazienti e per 7 pazienti entrambi gli analoghi della somatostatina sono stati utilizzati successivamente durante il periodo di controllo. I principali punti in cui si trovavano i tumori erano l’intestino (n=12), il pancreas (n=13), i polmoni (n=5) ed altri punti (n=5). 18 pazienti hanno avuto sindrome carcinoide con rossori e/o diarrea. La durata media del trattamento era di 7 mesi. Il trattamento è stato interrotto in 3 pazienti a causa degli effetti collaterali. Un paziente (3%) ha avuto una risposta parziale e la malattia è stata stabilizzata in 20 pazienti (57%) per una durata media di 11 mesi (6-48 mesi). La stabilizzazione dei pazienti nel gruppo 1 era significativamente meno frequente a 6 mesi rispetto a quella dei pazienti nel gruppo 2 (4/12 e 13/17 rispettivamente, P<0.02). Il trattamento con l’analogo della somatostatina ha provocato una risposta parziale (3%) e 20 casi di stabilizzazione (57%) in 35 pazienti con NET progressiva. Un tasso di crescita lenta del tumore prima del trattamento predice una buona risposta agli analoghi della somatostatina che potrebbero essere considerati un'opzione come principale trattamento.