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Negli ultimi 15 anni sono stati fatti notevoli passi avanti nella comprensione della farmacologia molecolare, dei meccanismi mediante i quali la somatostatina e i suoi analoghi mediano i loro effetti antineoplastici diretti e indiretti. Comunque alcune importanti questioni devono ancora essere risolte in particolare i ruoli funzionali dei singoli recettori della somatostatina (SSTR-1-5) nel tessuto tumorale e le regolazioni verso l’alto o il basso del hSSTRs con una somministrazione prolungata di analoghi della somatostatina. Le risposte a queste domande sono essenziali per poter massimizzare l’efficacia terapeutica degli analoghi della somatostatina nel cancro. Per esempio la sua somministrazione continua è più o meno efficace della terapia intermittente? Il ruolo degli analoghi della somatostatina nel trattamento dell’acromegalia e dei tumori neuro endocrini è un dato acquisito. Lo sviluppo delle preparazioni di deposito di tutti e 3 gli analoghi della somatostatina, al momento disponibili per uso clinico, migliorerà senza dubbio sia la collaborazione dei pazienti, sia la qualità della vita dei pazienti in queste condizioni. E’ probabile che ci saranno minori differenze nell’efficacia terapeutica dell’octreotide, lanreotide e vapreotide perché tutti e tre gli analoghi esercitano la maggior parte dei loro effetti antineoplastici per mezzo dei recettori hSSTR-2 e hSSTR-5 e alla fine il prezzo potrebbe facilmente imporre quale di queste sostanze gli oncologi useranno per fornire attenuazione dei sintomi dell’acromegalia e dei tumori neuro endocrini. A parte alcune note eccezioni, la terapia con analoghi della somatostatina si è rivelata insoddisfacente nel trattamento di malignità avanzate. Miglioramenti nel trattamento dei tumori solidi si avranno probabilmente solo con una terapia combinata di analoghi della somatostatina e agenti citotossici o altri ormoni. Sperimentazioni cliniche sono necessarie per valutare l’efficacia terapeutica del trattamento combinato nelle malignità avanzate e come “adjuvant” alla chirurgia. Particolare attenzione deve essere prestata ai possibili effetti sfavorevoli della terapia con gli analoghi della somatostatina sulla risposta immune al cancro. Ulteriori studi sono necessari per stabilire se gli effetti indesiderati della terapia con gli analoghi della somatostatina da sola o in combinazione con citotosssici o altri ormoni possono essere invertiti con un trattamento immunomodulatorio appropriato.La radioterapia con l’analogo della somatostatina mirato e la chemioterapia sono al momento oggetto di studio e i risultati sono attesi con interesse. Nuovi approcci che utilizzano combinazioni di analoghi della somatostatina con sostanze antiangiogene o la terapia genetica sono particolarmente interessanti e possono fornire importanti progressi nel trattamento del cancro in un futuro non molto lontano.
Negli ultimi 15 anni sono stati fatti notevoli passi avanti nella comprensione della farmacologia molecolare, dei meccanismi mediante i quali la somatostatina e i suoi analoghi mediano i loro effetti antineoplastici diretti e indiretti. Comunque alcune importanti questioni devono ancora essere risolte in particolare i ruoli funzionali dei singoli recettori della somatostatina (SSTR-1-5) nel tessuto tumorale e le regolazioni verso l’alto o il basso del hSSTRs con una somministrazione prolungata di analoghi della somatostatina. Le risposte a queste domande sono essenziali per poter massimizzare l’efficacia terapeutica degli analoghi della somatostatina nel cancro. Per esempio la sua somministrazione continua è più o meno efficace della terapia intermittente? Il ruolo degli analoghi della somatostatina nel trattamento dell’acromegalia e dei tumori neuro endocrini è un dato acquisito. Lo sviluppo delle preparazioni di deposito di tutti e 3 gli analoghi della somatostatina, al momento disponibili per uso clinico, migliorerà senza dubbio sia la collaborazione dei pazienti, sia la qualità della vita dei pazienti in queste condizioni. E’ probabile che ci saranno minori differenze nell’efficacia terapeutica dell’octreotide, lanreotide e vapreotide perché tutti e tre gli analoghi esercitano la maggior parte dei loro effetti antineoplastici per mezzo dei recettori hSSTR-2 e hSSTR-5 e alla fine il prezzo potrebbe facilmente imporre quale di queste sostanze gli oncologi useranno per fornire attenuazione dei sintomi dell’acromegalia e dei tumori neuro endocrini. A parte alcune note eccezioni, la terapia con analoghi della somatostatina si è rivelata insoddisfacente nel trattamento di malignità avanzate. Miglioramenti nel trattamento dei tumori solidi si avranno probabilmente solo con una terapia combinata di analoghi della somatostatina e agenti citotossici o altri ormoni. Sperimentazioni cliniche sono necessarie per valutare l’efficacia terapeutica del trattamento combinato nelle malignità avanzate e come “adjuvant” alla chirurgia. Particolare attenzione deve essere prestata ai possibili effetti sfavorevoli della terapia con gli analoghi della somatostatina sulla risposta immune al cancro. Ulteriori studi sono necessari per stabilire se gli effetti indesiderati della terapia con gli analoghi della somatostatina da sola o in combinazione con citotosssici o altri ormoni possono essere invertiti con un trattamento immunomodulatorio appropriato.La radioterapia con l’analogo della somatostatina mirato e la chemioterapia sono al momento oggetto di studio e i risultati sono attesi con interesse. Nuovi approcci che utilizzano combinazioni di analoghi della somatostatina con sostanze antiangiogene o la terapia genetica sono particolarmente interessanti e possono fornire importanti progressi nel trattamento del cancro in un futuro non molto lontano.