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Analoghi della vitamina D: meccanismi d’azione ed applicazioni terapeutiche. di Nagpal S, Lu J, Boehm MF.
 
 
Data: 22/05/2003
Tipologia: MDB - Documentazione
Lingua: Inglese
Pubblicazione: Curr Med Chem
Anno: 2001
Fonte: Curr Med Chem. 2001 Nov;8(13):1661-79. Review.
 
 
Descrizione:

Gene Regulation, Bone and Inflammation Research, Eli Lilly and Company, Lilly Corporate Center, Indianapolis IN-46285, USA. nagpal_sunil@lilly.com

 
 
 

Il legante fisiologico di VDR, la 1 alfa, 25-diidrossivitamina D3, agisce su un'ampia varietà di tessuti e cellule, entrambi legati e non all’omeostasi del fosfato e del calcio. Le azioni non calcemiche dei leganti naturali e sintetici di VDR sono esemplificate nelle loro potenti attività antiproliferative, prodifferenzianti ed immunomodulatorie. Di conseguenza, un legante di VDR è una sostanza approvata per il trattamento topico della psoriasi. Una gran quantità d’azioni della 1 alfa, 25-diidrossivitamina D3 in vari sistemi ha suggerito ampie applicazioni cliniche dei leganti della VDR in diversi stati di malattia come l'infiammazione (artrite reumatoide, artrite psoriatica), indicazioni dermatologiche (psoriasi, fotoinvecchiamento e ringiovanimento della pelle), osteoporosi, cancro (seno, prostata, colon, leucemia e sindrome mielodisplastica) e malattie autoimmuni (sclerosi multipla, diabete di tipo I e lupus eritematoso sistematico). I leganti di VDR hanno evidenziato il potenziale terapeutico in poche sperimentazioni cliniche umane e pochi modelli animali di queste malattie. Alcuni dei leganti di VDR hanno evidenziato non solo potenti attività preventive ma anche attività anaboliche terapeutiche in modelli animali di osteoporosi. Tuttavia, l'uso di VDR nelle indicazioni suddette, nella terapia orale della psoriasi e perfino nella terapia topica della psoriasi grave è ostacolato dalla sua tossicità, ipercalcemia. Sono stati sintetizzati nuovi leganti di VDR che presentano una maggiore specificità mantenendo le stesse proprietà, ma con un potenziale calcemico ridotto. La scoperta di nuovi analoghi della vitamina D3 e una maggiore comprensione delle funzioni e dei meccanismi biologici di azione di VDR porteranno a trattamenti migliori.

 
 
 

 

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